La Fondazione Pia Opera Ciccarelli, da sempre impegnata nell’assistenza socio-sanitaria domiciliare, semiresidenziale e residenziale sul territorio veronese, ha promosso il convegno “Quando la riforma tocca la vita reale: operatori e famiglie davanti al cambiamento”, dedicato allo stato di attuazione della riforma promossa dal Patto per un nuovo welfare sulla non autosufficienza.
Un momento di confronto necessario, nato dall’esigenza di interrogarsi su come i cambiamenti normativi incidano concretamente sulla vita delle persone, delle famiglie e degli operatori che quotidianamente sostengono le fragilità.
L’evento, patrocinato dall’ULSS 9 Scaligera, dalla Provincia di Verona, dai Comuni di San Giovanni Lupatoto e Verona, dalla Diocesi di Verona e da numerose realtà centrali nel sistema socio-sanitario, si è svolto presso la sede della Fondazione a San Giovanni Lupatoto. Ha rappresentato un’importante occasione per riflettere sulle sfide e sulle opportunità legate alle trasformazioni in atto, con uno sguardo attento all’impatto sui territori e sui servizi.
La giornata si è aperta con i saluti istituzionali di Lucia Vantini, delegata episcopale per la prossimità nella Diocesi di Verona; don Massimo Angelelli, Direttore dell’Ufficio Nazionale per la Pastorale della Salute della CEI; Fulvio Sartori, Vicesindaco del Comune di San Giovanni Lupatoto; Luisa Ceni, Assessora alle Politiche sociali, Terzo settore e ATS del Comune di Verona; Orfeo Pozzani, Consigliere della Provincia di Verona; Felice Alfonso Nava, Direttore dei Servizi Socio Sanitari dell’ULSS 9 Scaligera; Roberto Volpe, Presidente URIPA; Stefano Cacciatori, Consigliere nazionale UNEBA. È inoltre pervenuto un messaggio scritto del Ministro per le Disabilità, Alessandra Locatelli, che ha voluto esprimere la propria vicinanza ai lavori del convegno e apprezzamento per l’impegno quotidiano degli enti del territorio. “Il cuore della riforma è il Progetto di vita personalizzato e partecipato, che supera le frammentazioni tra ambito sanitario, sociosanitario e sociale e costruisce interventi integrati attorno alla persona e alla sua famiglia. Non è solo una revisione tecnica delle procedure, ma un cambio culturale: dai servizi standardizzati a percorsi flessibili, cuciti sui bisogni reali, orientati alla qualità della vita e alla piena partecipazione sociale, civile e lavorativa”, ha scritto il Ministro.
La prima sessione, coordinata da Giorgio Mion, professore dell’Università di Verona e direttore del Master in Management dei servizi sociosanitari, si è aperta con gli interventi di mons. Andrea Gaino, Presidente della Fondazione Pia Opera Ciccarelli, e di Marco Trabucchi, Direttore scientifico del Gruppo di Ricerca Geriatrica.
In una stagione di cambiamento profondo del sistema socio-assistenziale, il Patto per la non autosufficienza rappresenta un passaggio significativo verso maggiore equità e inclusione. Tuttavia, come emerso nel corso dei lavori, le riforme non possono vivere soltanto di principi: richiedono risorse adeguate, competenze diffuse, una regia istituzionale condivisa e una responsabilità collettiva. Il rischio, altrimenti, è che le buone intenzioni restino sulla carta e che il peso della cura ricada ancora una volta su famiglie e servizi già fortemente impegnati.
Sono quindi intervenuti Cristiano Gori, sociologo e docente di Politica sociale all’Università di Trento e coordinatore del Patto per un nuovo welfare sulla non autosufficienza – coalizione che riunisce oltre 60 organizzazioni rappresentative di anziani, pensionati, famiglie e ordini professionali – ed Elisabetta Bellinello, direttrice socio-assistenziale dell’Opera della Provvidenza S. Antonio di Padova, offrendo uno sguardo operativo sull’impatto della riforma nei servizi.
Il cuore del convegno è stata la tavola rotonda, coordinata da Marco Trabucchi, alla quale hanno partecipato Tomas Chiaramonte, Segretario generale ADOA_Verona e ConADOA; Francesco Facci, Presidente UNEBA Veneto; Maurizio Facincani, Direttore UOC Sociale ULSS 9 Scaligera; Maddalena Galvani, Presidente del Gruppo Giovani Imprenditori Confcooperative Verona; Diego Ruzza, Assessore della Regione Veneto; Italo Sandrini, Vicepresidente nazionale ACLI; e Maurizio Simonato, Vicepresidente ATS VEN_26 Verona.
Il confronto ha posto al centro il tema della sostenibilità e della qualità dell’assistenza in una fase di profonda trasformazione del sistema socio-assistenziale. È emerso con chiarezza come il Patto rappresenti un passaggio decisivo verso maggiore equità, ma richieda un impegno concreto e coordinato da parte di tutte le istituzioni coinvolte. Le criticità attuali sono state lette non solo come limiti strutturali, ma come occasione per ripensare e innovare il welfare, promuovendo dignità per le persone più fragili, solidarietà tra le generazioni e sostenibilità degli interventi nel tempo.
Particolare attenzione è stata dedicata alla condizione degli operatori, chiamati a gestire quotidianamente la complessità dei bisogni in contesti segnati da carenza di personale e risorse limitate. Investire nella formazione, nella valorizzazione delle competenze e nel riconoscimento professionale è stato indicato come elemento imprescindibile per garantire qualità e continuità nei servizi.
È stata inoltre sottolineata l’urgenza di rafforzare l’integrazione tra ambito sociale e sanitario, superando frammentazioni e disomogeneità territoriali, e di consolidare la rete tra istituzioni, enti del Terzo settore e famiglie. Solo attraverso cooperazione, dialogo e responsabilità condivisa è possibile costruire un sistema di assistenza capace di rispondere in modo efficace ai bisogni presenti e futuri delle persone non autosufficienti e con disabilità.
Il convegno si è confermato un’importante occasione di confronto e formazione, utile ad approfondire strumenti e competenze necessari per accompagnare il cambiamento in modo consapevole e generativo, traducendo i principi della riforma in pratiche concrete nei servizi.
L’immagine scelta per accompagnare l’evento è stata l’Uomo vitruviano, su concessione delle Gallerie dell’Accademia di Venezia: simbolo di armonia, misura e centralità della persona, richiamo alla necessità di rimettere l’essere umano – nella sua dignità e nella sua interezza – al centro di ogni politica e di ogni azione di cura.
Confcooperative Verona
Spazio Aperto Societa’ Cooperativa Sociale
Diocesi di Verona
CEI Ufficio Nazionale pastorale della salute
ADOA
ConADOA
Opsa Padova
Uneba
Uneba Veneto
ACLI
Università degli Studi di Verona – Dipartimento di Management
ULSS 9 Scaligera
Provincia di Verona
Comune di Verona
Comune San Giovanni Lupatoto





